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A colpo d’occhio_ OPTICAL ART 16 luglio-11 settembre 2005
In mostra sono state esposte una trentina di opere che forniscono una carrellata degli esiti più interessanti su quanto è stato realizzato dalle correnti dell’arte ottico-cinetica e optical a partire dagli anni Sessanta. In quel periodo l’interesse per una fruizione attiva da parte dello spettatore, la sua presa di coscienza del coinvolgimento sensoriale e mentale nella visione dell’opera d’arte sono stati al centro del dibattito artistico insieme alla sperimentazione su materiali industriali per cercare un nuovo senso del fare artistico. Una linea questa che ha incontrato molta fortuna in gruppi di artisti a livello internazionale che con la loro ricerca hanno precorso le odierne incursioni nel campo delle nuove tecnologie. Negli autori di quegli anni era chiara l’idea che la pratica artistica non dovesse più esprimere la soggettività dell’autore, ribadendo che lo studio sistematico delle variabili della visione con l’ausilio della tecnologia consentiva di aprire nuove prospettive sia nel modo di fare arte sia in quello di fruirla.
Le opere esposte (in parte della collezione del Centro Arte e altre provenienti da musei e gallerie private) consentono di esperire effetti ottici-cinetici resi in vari modi: attraverso il movimento ottenuto per mezzo di motorini elettrici, luci iridescenti, dischi rotanti, oppure a partire dal diverso punto di vista dello spettatore o servendosi di una lente polarizzata o ancora giocando sullo slittamento dello sguardo per cogliere strutture geometriche ambigue, che ora appaiono fuoriuscenti ora rientranti rispetto alla superficie del quadro. Un’intera sala sarà dedicata ad un’installazione luminosa di Alberto Biasi nella quale alcuni prismi di cristallo rifletteranno i sette colori dell’iride su pareti a specchio così che allo spettatore sembrerà di fare un “grande tuffo nell’arcobaleno”.
Filo conduttore della mostra, a cura di Orietta Berlanda, è la riflessione intorno al concetto del rapporto tra arte e tecnologia, tra atto creativo e rigore scientifico e in senso più ampio intorno al rapporto tra modernità e progresso che trova ripercussioni sul nostro presente. Così come oggi il linguaggio digitale permea la nostra vita, così tratto distintivo nella cultura degli anni Sessanta è stata l’innovazione apportata dalle tecnologie meccaniche che in campo artistico ha stimolato il proliferare di sperimentazioni volte ad indagare le possibilità comunicative e l’avvicinamento del pubblico all’oggetto artistico in quanto esperienza visiva.
Rappresentati in mostra sono vari artisti che hanno aderito con sigle diverse alla cosiddetta Nuova Tendenza degli anni Sessanta, e due dei loro precursori come Bruno Munari e di Victor Vasarely. Come esponenti del parigino GRAV (Groupe de recherche d’Art Visuel) sono presenti Julio Le Parc, Horacio-Garcia Rossi, Ugo Demarco, Joel Stein e Yvaral; in rappresentanza dell’esperienza ottico-cinetica del Gruppo Zero è presente Marc Adrian; e significativa è la testimonianza dei maggiori gruppi italiani, il Gruppo T di Milano e il Gruppo N di Padova rappresentati da Giovanni Anceschi, Gianni Colombo, Luigi De Vecchi, Grazia Varisco, Alberto Biasi, Toni Costa, Edoardo Landi. In mostra sono inoltre anche un nucleo di interessanti opere di artisti che si sono confrontati con il cinetismo visivo.
Concetto innovativo di opera secondo gli artisti ottico-cinetici Le opere eseguite dagli artisti ottico-cinetici sono state realizzate in modo tale che possano esibire i loro meccanismi interni al fine di rendere partecipe il fruitore, assumendo al tempo stesso un aspetto ludico e decorativo. Molti quadri sono stati compiuti ideando particolari schemi geometrici che producono effetti visivi optical, e numerosi sono gli esempi di tale ricerca espressasi in forma tridimensionale, grazie all’impiego di nuovi materiali tecnologici. Si tratta di opere affascinanti e capaci di destare stupore.
Cura della mostra e catalogo La mostra, a cura di Orietta Berlanda, è corredata da un catalogo a colori edito da Nicolodi con testi critici di Orietta Berlanda e Monica Bonollo.
Artisti in mostra: Adrian, Aguero, Anceschi, Ballocco, Biasi, Costa, Costalonga, Dadamaino, Demarco, De Vecchi, Fogliati, Landi, Le Parc, Colombo, Stein, Fogliati, Presta, Scaccabarozzi, Scheggi, Schöffer, Garcia Rossi, Munari, Scaccabarozzi, Scheggi, Stein, Vasarely, Vilder, Wilding, Yvaral.
Eventi collaterali Collateralmente alla mostra sono in programma conferenze e performance di musica, danza e video sul tema del rapporto tra arte e tecnologia.
PROGRAMMA
Le Notti dei Musei venerdì 29 luglio e mercoledì 10 agosto, ore 21.00 L’inganno delle forme, spettacolo di danza-video (su prenotazione)
venerdì 19 agosto, ore 21.00 Video d’arte di Luciano Olzer
Concerti e performance mercoledì 3-17 agosto, ore 21.00 Museo a colori, performance di luci di Mirko Bonelli
giovedì 18 agosto, ore 21.00 Emilio Galante: Vertigo, musiche per flauto da Bach a Glass “Associazione Raffaella Piva Fund”, pro vittime Sri Lanka in ricordo della storica dell’arte
Conferenze mercoledì 20 luglio, ore 21.00 La luce nell’arte dalla modernità alla contemporaneità Relatore: Letizia Ragaglia, curatrice Museion di Bolzano
mercoledì 24 agosto, ore 21.00 Comunicare la scienza oggi Relatore: Michele Lanzinger, direttore Museo Tridentino di Scienze Naturali Trento
mercoledì 31 agosto, ore 21.00 Vedere è vedere a colori. Storia della teoria del colore Relatore: Giulio Peruzzi, docente Università degli Studi di Padova
mercoledì 7 settembre, ore 21.00 Passaggi tra arte, scienza e tecnologia Relatore: Orietta Berlanda, direttore Centro Arte Contemporanea Laboratori creativi mercoledì 20-27 luglio / 3-17-24 agosto, ore 15.00-18.00 Art- Natural-Lab, brevi escursioni per conoscere la natura + laboratorio (su prenotazione)
giovedì 4-11-18 agosto, ore 17.00-18.30 Laboratori sul tema dell’arte optical in mostra
Alberto Biasi Joël Stein Grande tuffo nell’arcobaleno, 1969 Senza titolo, anni ‘60 installazione luminosa
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